Qui sotto trovi una guida semplice per orientarti tra i principali tipi di brufoli e riconoscerli a colpo d’occhio.
Tra i tipi di brufoli più diffusi ci sono loro: punti neri e punti bianchi. Spesso non fanno male, non si arrossano e non danno segnali evidenti, ma sono lì, costanti, soprattutto su naso, fronte e mento. Tecnicamente si chiamano comedoni e si formano quando il poro si ostruisce con sebo e cellule morte. Una situazione comune, normalissima e molto più frequente di quanto si pensi.
La differenza tra i due è semplice:
Proprio perché “silenziosi”, questi tipi di brufoli vengono spesso sottovalutati o trattati con troppa aggressività. Scrub insistenti, maschere purificanti a raffica, prodotti sgrassanti: il risultato è quasi sempre una pelle che si difende producendo ancora più sebo. Spoiler: non è quello che vogliamo.
Secondo la SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia, i comedoni rappresentano una manifestazione lieve dell’acne e richiedono un approccio graduale e rispettoso, basato su trattamenti costanti e non aggressivi. Tradotto: meno forzature, più equilibrio.
Ingredienti amici della pelle in questo caso
Quando si parla di punti neri e punti bianchi, la parola chiave è purificare senza impoverire. Alcuni ingredienti possono aiutare davvero, se ben formulati e usati con costanza:
Per saperne di più puoi leggere gli approfondimenti del nostro blog: qui trovi Brufoli e punti neri: da cosa sono causati e come trattarli e Niacinamide + Zinco = il siero viso per pelli miste felici
Tra i tipi di brufoli, quelli infiammati sono spesso i più evidenti e i più difficili da gestire con leggerezza. La pelle diventa rossa, sensibile, a volte dolorante al tatto, e il brufolo sembra “farsi sentire” anche senza guardarlo. È il momento in cui il poro ostruito si infiamma e la pelle reagisce in modo più deciso.
In questa categoria rientrano soprattutto papule (brufoli rossi, senza punta visibile) e pustole (con il classico puntino chiaro in superficie). Sono brufoli che attirano l’attenzione e mettono alla prova l’autocontrollo, perché la tentazione di intervenire è forte. Ma proprio qui serve rallentare.
Cercare di eliminarli “in fretta” spesso peggiora l’infiammazione e aumenta il rischio di segni post-brufolo. La pelle, quando è infiammata, ha bisogno di essere calmata, non stimolata ulteriormente. Questo vale per tutti i tipi di brufoli, ma ancora di più per quelli infiammati.
Secondo la SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia, l’infiammazione è un elemento chiave nelle forme acneiche e un approccio troppo aggressivo può prolungare i tempi di recupero della pelle. In altre parole: più si forza, più la pelle si difende.
Ingredienti amici della pelle in questo caso
Quando la pelle è arrossata e reattiva, l’obiettivo non è “asciugare tutto”, ma riportare equilibrio:
Tra i tipi di brufoli, quelli sottopelle sono spesso i più ostinati. Non sempre si vedono subito, ma si sentono: un indurimento sotto la pelle, a volte doloroso, che può durare giorni o settimane. La superficie può apparire quasi normale, ma sotto c’è un’infiammazione che si sviluppa in profondità, senza una vera “via di uscita”.
Proprio per questo sono tra i brufoli più fraintesi. Non avendo una punta visibile, si tende a toccarli, manipolarli o a stratificare prodotti nella speranza di farli sparire più in fretta. In realtà, questo tipo di brufoli ha bisogno soprattutto di tempo e di un approccio rispettoso. Forzarli significa spesso prolungarne la presenza e aumentare il rischio di segni residui.
I brufoli sottopelle compaiono frequentemente su mento, mascella e guance e possono essere legati a squilibri ormonali, stress o a una pelle che fatica a rinnovarsi in modo uniforme. Anche in questo caso, la parola chiave è costanza, non urgenza.
Secondo la SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse, le lesioni acneiche profonde sono più predisposte a lasciare esiti cutanei se vengono stressate o manipolate. Tradotto: meno interventi impulsivi, più cura consapevole.
Ingredienti amici della pelle in questo caso
Quando l’infiammazione è profonda, servono ingredienti che aiutino la pelle a ritrovare equilibrio senza aggredirla:
Tra i tipi di brufoli più riconoscibili ci sono quelli ormonali. Non tanto per l’aspetto, quanto per la puntualità: tornano ciclicamente, spesso nelle stesse zone, come mento, mascella e collo. Un dettaglio che li rende prevedibili, ma non per questo meno fastidiosi.
I brufoli ormonali sono legati alle naturali fluttuazioni ormonali che influenzano la produzione di sebo. Quando il sebo aumenta, i pori possono ostruirsi più facilmente e la pelle diventa terreno fertile per infiammazioni, soprattutto se già sensibile o reattiva. Non è una questione di età: possono comparire in adolescenza, ma anche (e spesso) in età adulta.
Uno degli errori più comuni è trattarli come se fossero identici a tutti gli altri tipi di brufoli. In realtà, tendono a essere più profondi, a volte sottopelle, e meno reattivi ai trattamenti d’urto. Qui la costanza batte la fretta: una routine semplice, riequilibrante e portata avanti nel tempo fa molto più di interventi sporadici e aggressivi.
Secondo la SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia, l’acne di origine ormonale può manifestarsi anche in età adulta ed è legata a variazioni ormonali fisiologiche, non a una cattiva skincare. È semplicemente il risultato di un equilibrio che cambia.
Ingredienti amici della pelle in questo caso
Per questo tipo di brufoli è utile puntare su ingredienti che aiutino a riequilibrare senza seccare:
I brufoli ormonali non sono un fallimento della skincare: sono solo la pelle che segue i suoi ritmi. Imparare a riconoscerli è un modo per smettere di combatterla e iniziare ad ascoltarla davvero.
Per saperne di più puoi leggere gli approfondimenti del nostro blog: qui trovi Linea viso pelli impure: i prodotti per prendersi cura di pelle mista, grassa, brufoli e imperfezioni
Tra i tipi di brufoli più difficili da incasellare ci sono quelli legati allo stress e allo stile di vita. Non seguono sempre uno schema preciso, possono comparire in zone diverse del viso e cambiare aspetto da una volta all’altra. Spesso arrivano nei periodi più intensi, quando dormiamo poco, siamo sotto pressione o la routine quotidiana diventa tutto tranne che regolare.
Lo stress, in particolare, può influenzare la pelle più di quanto immaginiamo. L’aumento del cortisolo stimola la produzione di sebo e rende la pelle più reattiva, favorendo la comparsa di imperfezioni. A questo si sommano fattori molto comuni: alimentazione sbilanciata, sonno irregolare, mascherine, mani sul viso, smartphone sempre a contatto con la pelle. Piccole abitudini che, messe insieme, fanno la differenza.
In questi casi è facile cadere nella trappola del “fare di più”: più prodotti, più trattamenti, più controlli allo specchio. Ma per questo tipo di brufoli, spesso, la svolta è fare meglio, non di più. Routine essenziali, gesti delicati e attenzione alla barriera cutanea aiutano la pelle a ritrovare equilibrio.
Secondo la European Academy of Dermatology and Venereology (EADV), stress e stile di vita possono influenzare in modo significativo l’andamento delle imperfezioni cutanee, soprattutto nelle pelli già predisposte. Una conferma in più che la pelle non va isolata dal resto: è parte di un sistema più ampio.
Ingredienti amici della pelle in questo caso:
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I brufoli non ci rendono meno belle, meno curate o meno importanti. Non sono un errore da correggere né una colpa da espiare con skincare punitive o routine impossibili da sostenere. Avere imperfezioni, anche persistenti, è normale e fa parte della storia di tantissime pelli, in momenti diversi della vita.
Non esistono ingredienti miracolosi capaci di “far sparire tutto” da un giorno all’altro, e va bene così. La pelle non funziona per magie, ma per equilibri: cambia, si adatta, reagisce. E il nostro compito non è controllarla a ogni costo, ma prendercene cura con costanza, rispetto e un pizzico di pazienza.
Riconoscere i diversi tipi di brufoli serve proprio a questo: smettere di improvvisare, ascoltare i segnali della pelle e scegliere ciò che davvero le fa bene, senza stressarla ulteriormente. Perché spesso, più che fare di più, serve fare meglio. E farlo con gentilezza.
E quando i brufoli diventano persistenti, dolorosi o ci fanno sentire a disagio, chiedere supporto a un dermatologo è sempre una buona idea. Non è una resa, ma un atto di cura verso se stessi: un professionista può aiutare a capire meglio cosa sta succedendo e a trovare il percorso più adatto alla propria pelle.
La pelle non è il nostro biglietto da visita. È una compagna di viaggio, con i suoi alti e bassi. E merita attenzione, ascolto e rispetto. Sempre