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Cosmetici e shampoo zero waste: la cosmesi senza plastica

Da quanti anni sentiamo parlare di cambiamento climatico? Di “buco dell’ozono” e “riscaldamento globale”? Se fino a poco tempo fa sembravano solo nozioni da libro scolastico, oggi qualcosa è cambiato.
Nel sentimento di sensibilizzazione generale per questo argomento, che dovrebbe essere di primaria importanza per ognuno di noi, il mondo della cosmetica non è rimasto a guardare passivamente, spostando l'attenzione su cosmetici zero waste e senza plastica.

Verso cosmetici zero waste e senza plastica

Nel 2015, durante la Conferenza di Rio sui cambiamenti climatici tenutasi a Parigi, un gruppo di studenti ha invitato i ragazzi di tutto il mondo a scioperare in nome del cambiamento climatico, a favore dell’energia pulita e delle fonti rinnovabili.

Dal 2015 a oggi gli scioperi hanno interessato sempre più paesi del mondo e il 15 marzo 2019, in seguito alla protesta dell’attivista svedese Greta Thunberg, oggi candidata al premio Nobel per la pace, il mondo si è svegliato: la protesta pacifica ha interessato moltissime città, da New York a Bruxelles, Sydney, Berlino, Parigi, Mosca e oltre 100 città italiane con Milano in testa che ha contato oltre 100.000 manifestanti!

Sono soprattutto le nuove generazioni ad essere sensibili al problema, una generazione che ha storicamente un futuro incerto sotto molti aspetti, ma che su questo punto non intende mollare!

In questo panorama di forte sensibilizzazione, il mondo della cosmetica non è rimasto a guardare passivamente.

L’industria cosmetica italiana ha un enorme impatto sul mercato mondiale e sta cercando di contribuire al cambiamento, anche se solo un’azione sinergica con l’impegno di tutti i governi del mondo potrà veramente fare la differenza.



La svolta è veramente epocale perché non si tratta solo di cambiare le produzioni, ma di modificare e trasformare le abitudini di ognuno di noi, in favore di un mondo senza plastica.


La tendenza dei cosmetici zero waste non si è diffusa solo tra i più giovani, ma anche tra le generazioni over 50. Un sondaggio ha messo in luce come il 56% delle donne in questa fascia di età preferisca acquistare un cosmetico che oltre ad essere buono per lei lo sia anche per l’ambiente, perchè non è solo un’esperienza più gratificante, ma anche un gesto di tutela nei confronti del futuro dei loro figli e del pianeta in cui dovranno vivere.

Pensate che questo cambiamento possa essere ignorato dalle aziende?  Certamente no!

Vivi zero waste

I cosmetici solidi senza plastica

La prima mossa delle aziende, nell’intento di produrre cosmetici zero waste, è stata quella di eliminare gli imballaggi e il packaging in plastica, andando a rivedere le formule e optando per la produzione di prodotti non più liquidi ma solidi, come shampoo, bagnoschiuma e detergenti che non hanno bisogno di confezioni in plastica per essere contenuti (guarda qui 👉tutti i nostri cosmetici solidi e plastic free!)

Da qui il successo che stanno avendo tutte le tipologie di cosmetici solidi come shampoo solidi, bagnoschiuma e detergenti per il viso solidi.

Come si ottengono

I cosmetici solidi hanno la stessa identica azione dei loro parenti liquidi, è solo una scelta personale scegliere una formulazione rispetto all’ altra.

Le modalità attraverso le quali possono essere ottenuti sono prevalentemente due:

  • saponificazione: ottenuti cioè come un normale sapone, attraverso la reazione di saponificazione. I detergenti solidi ottenuti in questo modo presentano, come i saponi, un pH leggermente basico (come lo Shampoo solido ai semi di lino).
  • compattazione degli ingredienti: tutti gli ingredienti vengono disidratati e compattati, in questo modo si mantiene un pH del tutto simile ai rispettivi detergenti liquidi (come i nuovi shampoo solido della Linea Inner).

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Questi prodotti solidi una volta toccata l’acqua hanno la stessa cremosità e la stessa azione condizionante di un normale shampoo o bagnoschiuma liquido e mantengono la stessa profumazione che anzi, risulta forse più intensa e piacevole.

Come si utilizzano

Si utilizzano come delle normalissime saponette: potete schiumare gli shampoo solidi tra le mani o direttamente sui capelli e massaggiare come di solito.



Un piccolo consiglio: gli shampoo solidi sono disidratati e quindi estremamente concentrati (50 gr dello shampoo solido lenitivo e rinforzante La Saponaria equivalgono a 300 ml di un normale shampoo liquido) ne basta pochissimo per poter dare l’effetto desiderato...anche per questo sono eco-friendly!


Piccoli e strutturati sono perfetti per chi viaggia, potete infilarli nel bagaglio a mano senza problemi di spazio (e senza essere fermati alla dogana!).

L’unico accorgimento in più che i cosmetici solidi necessitano rispetto a quelli in flacone è quello di ricordarsi di conservarli lontano dall’acqua e su superfici che gli permettano di asciugarsi all’aria, come portasapone in legno o ceramica.

L'impatto dello shampoo solido sull’ambiente

Con un camion pieno di shampoo solidi potete lavarvi i capelli tante volte quanto con 15 camion di shampoo liquidi.



1 camion di shampoo solidi = 15 camion di shampoo liquidi


Senza contare la completa mancanza di plastica, che è causa di oltre l’80 dell’inquinamento marino!

Dire addio alla plastica vuol dire anche andare alla ricerca di materiali alternativi, cosa che ha visto la sostituzione dei classici vasetti in plastica con quelli in vetro e l’utilizzo più frequente di confezioni in carta e cartone.

Nella  ricerca di materiali alternativi ed ecologici, la vera protagonista è la bioplastica, materiale ancora poco sconosciuto dalla maggior parte dell’opinione pubblica.

Facciamo quindi un breve focus per capire di cosa si tratta!

Che cos’è la bioplastica

Con il termine “bioplastiche” ci si riferisce ad una particolare tipologia di plastica che può derivare interamente o parzialmente da materiale organico ed essere riciclabile dopo l’utilizzo (leggi tutto l'approfondimento).

La plastica "verde" è composta di polietilene, un materiale derivato dalla canna da zucchero invece che dal petrolio, questa è la differenza fondamentale tra la normale plastica e la bioplastica.

Questo significa che la bioplastica è un materiale “bio-based” (a base bio), ricavato da materiale vegetale, quindi di origine biologica, e non include nessun componente di origine fossile (carbone o petrolio).

ciclo co2-1

Come sappiamo, soprattutto nell’industria cosmetica naturale e biologica, avendo a che fare con materie prime a facile deperibilità, è molto difficile trovare alternative alla plastica che non vadano ad interagire con la stabilità di questi prodotti, ma la bioplastica si è dimostrata una valida alternativa, che porta con sé numerosi vantaggi.

I principali vantaggi della bioplastica rispetto alla plastica tradizionale riguardano quindi l'aspetto ambientale:

  • La comune plastica come abbiamo detto deriva da fonti non rinnovabili come petrolio e carbone, con un processo produttivo che ha un immenso impatto negativo sul nostro ambiente.
  • La bioplastica è sempre un materiale polimerico, ma biologica perché deriva da materie prime di origine vegetale rinnovabili ad ogni ciclo di raccolta (mais, cereali, barbabietole) e il processo di produzione non rilascia CO2 nell'atmosfera. E' stato calcolato che ad ogni Kg di bioplastica prodotta corrisponde ad una riduzione di 3,09 Kg di CO2 nell'atmosfera.
  • Minor impatto sull’ambiente: i rifiuti hanno tempi di degradazione molto più rapidi della plastica tradizionale.
  • Maggiore facilità di riciclaggio: viste le rapide tempistiche di degradazione questi rifiuti possono rimanere depositate in discarica, cosa che rende questo tipo di smaltimento anche più vantaggioso economicamente rispetto alla termovalorizzazione essendo minori i procedimenti richiesti.

Formule naturali e plastic free: occhio agli ingredienti

Abbiamo cercato di fare chiarezza sul packaging in plastica e in bioplastica, ma gli ingredienti?



Un cosmetico zero waste non ha solamente un involucro a basso impatto ambientale, ma anche la formula deve essere priva di sostanze inquinanti, tra le quali, in prima linea, le microplastiche!


Questi microgranuli vengono usati soprattutto nella realizzazione di scrub, bagno doccia, dentifrici, ma anche creme e filtri solari.

Anche sotto questo aspetto l’Italia si è dimostrato un paese avanguardista: siamo stati i primi ad approvare un disegno di legge contro le microplastiche nei prodotti, che saranno vietate dal 2020, e vista la tendenza del mercato, anche gli altri paesi sicuramente ci seguiranno, visto che i consumatori sono sempre più consapevoli e attenti.

Tante aziende stanno già utilizzando materiali alternativi, i più noti sono:

  • noccioli
  • chicchi di riso
  • silice
  • sfere di jojoba
  • sale marino

La tendenza zero waste è strettamente legata alla cultura della sostenibilità, del prodotto naturale e del biologico.

Per questo quando si parla di cosmetici a basso impatto ambientale, si supera la visione più strettamente ecologista e ci riferisce ad una più ampia concezione etica di rispetto di sé e del pianeta.

Nelle aziende più virtuose infatti anche la scelta delle materie prime è orientata in questo senso.

Si preferiscono materie prime a Km zero, coltivate seguendo le direttive dell’agricoltura biologica o prodotti connessi a progetti ed iniziative equosolidali.

Vivi zero waste

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