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Re-bottle: perché la plastica post consumo è meglio di quella riciclata

La plastica è uno dei materiali più comuni e al contempo più inquinanti sulla terra. Riciclarla può essere un ottimo modo per diminuire il suo impatto dannoso sull’ambiente. Vediamo insieme cos’è la plastica riciclata re-bottle, ovvero post-consumo, e in cosa si differenzia da quella che comunemente viene detta riciclata!

Acquistare prodotti realizzati in tutto o in parte con materiali riciclati è uno dei gesti che possiamo fare per prenderci cura della Terra e darle un po’ di tregua dall’inquinamento ambientale a cui, da decenni e decenni, la sottoponiamo, e non senza conseguenze.
La dispersione di rifiuti - in particolare di materie plastiche - nell’ambiente si ripercuote in maniera dannosa sull'habitat naturale di moltissime specie, tra cui la nostra. Uno dei modi che abbiamo per evitare l’immissione e l’accumulo dei materiali plastici nel nostro ecosistema è riciclare!

La plastica come rifiuto

Il problema della gestione dei rifiuti sta diventando sempre più pressante: l’aumento dei consumi ha, di conseguenza, moltiplicato anche la produzione di rifiuti, in particolare della plastica. Il motivo è presto detto: la plastica è obiettivamente un materiale molto interessante dal punto di vista delle prestazioni. Le aziende e i produttori ne apprezzano la leggerezza, la versatilità, la resistenza e non da ultimo il costo minore rispetto ad altri materiali più sostenibili. Peccato però che la plastica sia così inquinante!

Nel corso degli anni, le Nazioni hanno cercato un modo efficace per smaltire la grande quantità di materiale plastico prodotto ogni anno, ma ovviamente non esistono soluzioni semplici per un problema così complesso.
Sicuramente è indispensabile ‘agire alla radice’ riducendo la produzione di plastica. Una valida alternativa può venire dall’impiego di materiali più sostenibili o biodegradabili.
Un punto cruciale da risolvere è quello dei prodotti ‘usa e getta’: proprio perché è così economica e versatile la plastica è stata, ed è tuttora, molto impiegata per realizzare prodotti monouso, un controsenso se pensiamo che un oggetto fatto di plastica ‘vive’ anche centinaia di anni. Una soluzione viene dal riciclaggio!

Plastica in mare soluzioni? La plastica di mare-1

Perché è importante riciclare la plastica?

Riciclare significa dare una seconda vita ai rifiuti sottoponendoli a un insieme di procedimenti che hanno lo scopo finale di ottenere un materiale ‘nuovo’ - o sarebbe meglio dire una materia prima-seconda - che può quindi essere reimmesso nei processi produttivi.
Sfortunatamente non tutti i materiali possono essere riciclati o gestiti in modo sostenibile: ad oggi una parte non trascurabile dei rifiuti che produciamo può solo trovare la via della discarica oppure, nella peggiore delle ipotesi, finisce disperso nell’ambiente.
Se abbandonato in natura o nei mari, un rifiuto fatto di materiale plastico può impiegare centinaia di anni per degradarsi, e in ogni caso continuerebbe ad inquinare l’ambiente. Infatti con il passare del tempo la plastica non scompare ma si disgrega in piccoli pezzetti che prendono il nome di ‘microplastiche’, pericolose tanto per gli animali quanto per l’uomo.

I danni più gravi si registrano negli habitat marini: la plastica e la microplastica presenti in acqua vengono ingerite dalla fauna marina provocando spesso la morte di pesci e cetacei. Svariati chili di plastica sono stati ritrovati nello stomaco di alcune balene morte e non si tratta di episodi isolati!

Plastica in mare soluzioni? La plastica di mare-1

Per fortuna, tra le materie che si prestano meglio ad essere riciclate c'è proprio la plastica, ma è necessaria qualche accortezza. Il primo passo da fare per permettere un corretto riciclo dei rifiuti è svolgere consapevolmente la raccolta differenziata: dividere per tipologia i materiali consente di smistare correttamente i rifiuti e di destinarli alla giusta lavorazione.
È però necessario controllare che il materiale plastico che vogliamo gettare sia tra quelli adatti ad essere riciclati. Un buon modo per saperlo è cercare sulle confezioni la corretta procedura di smaltimento oppure le sigle PE, PET e PVC che indicano che il prodotto può essere conferito nel bidone della plastica.

La plastica come risorsa

Riciclare la plastica è una procedura virtuosa che ci permette di trasformare un rifiuto in una risorsa. I vantaggi sono numerosi:

  • preservare le risorse ambientali,
  • evitare di ricorrere alle discariche
  • proteggere il nostro ecosistema.

Un altro beneficio, tutt’altro che secondario, è quello di ridurre le emissioni di CO2: durante il processo di produzione della plastica si producono quantità significative di anidride carbonica e altri gas serra, i principali responsabili del cambiamento climatico. Per questo materiali simil-plastica come le bioplastiche sono comunque più sostenibili, perché la plastica impatta anche dal punto di vista della produzione, non solo quello dello smaltimento, Per saperne di più sulla bioplastica che deriva dalla canna da zucchero o da altre fonti infinitamente più sostenibili del petrolio, si può leggere il nostro approfondimento qui.

In definitiva, se non è possibile evitare l’uso di materie plastiche, esistono sempre alternative più sostenibili della plastica vergine, come la bioplastica oppure la plastica riciclata.
Non facciamo però di tutta l’erba un fascio: esistono diverse procedure che vanno sotto il nome di riciclaggio della plastica e qualcuna è più sostenibile di altre. La prima importante distinzione da fare è quella tra plastica pre e post-consumo.

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Plastica pre e post consumo: qual è la più sostenibile?

La plastica pre consumo (PIR), anche detta plastica post industriale, è quella che deriva dagli scarti prodotti durante i processi della produzione industriale. La plastica pre-consumo non entra sul mercato e non viene utilizzata dai consumatori.
Al contrario, ogni volta che viene riciclato un materiale plastico che ha già compiuto il suo arco di vita si parla di post consumo. L’esempio più classico sono le bottiglie di plastica: una volta che hanno esaurito la loro funzione principale, cioè quella di contenere l’acqua e facilitare il trasporto, diventano ufficialmente un rifiuto. Se gettata nel bidone della plastica e riciclata, quella bottiglia si trasformerà in plastica post-consumo.
La soluzione più sostenibile?
La scelta meno impattante per l’ambiente è sicuramente quella della plastica riciclata post-consumo, proprio perché ha una vita, prima ancora di averne una seconda!

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La plastica riciclata nella cosmesi

La cosmesi è uno dei settori in cui la plastica è più utilizzata: tutti noi abbiamo in casa almeno uno shampoo o un bagnoschiuma contenuti in un pack di plastica. Ricorrere, dove si può, a cosmetici solidi, cioè concentrati e con pack 100% plastic free, è un ottimo modo per ridurre la plastica dai nostri bagni. Tra i packaging da preferire ci sono quelli in cartoncino, in vetro o in alluminio riciclato.
E dove non è possibile fare a meno della plastica si possono preferire confezioni in plastica riciclata: sono in tutto e per tutto funzionali come quelle realizzate in plastica vergine ma sono decisamente più sostenibili!

Per questo abbiamo deciso di custodire alcuni dei nostri amati prodotti in un pack di plastica re-bottle! Che cosa significa? Che la plastica utilizzata è post-consumo e deriva quindi dalla lavorazione della plastica che tutti noi buttiamo nella raccolta differenziata.
L’abbiamo scelta per la linea degli Attivi Puri, per gli Idrolati e per gli oli e le materie prime per l’autoproduzione: così ti potrai godere di tutti i loro effetti benefici fino all’ultima goccia!
Una soluzione che in un colpo solo fa felice la nostra pelle e si prende cura dell’ambiente!

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