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Pelle sensibile, mista e irritata: perché fare un peeling chimico

Esfolia la pelle, la rende levigata, luminosa e visibilmente più giovane: questi sono solo alcuni dei risultati che si possono ottenere dall’utilizzo di un peeling chimico. Ma è consigliato per tutte le tipologie di pelle o ce n’è qualcuna che dovrebbe evitarlo?

Non tutte le pelli sono uguali! Secca, grassa, mista, matura, giovane, a tendenza acneica o seborroica, queste sono solo alcune delle tipologie cutanee utilizzate per catalogare la pelle. Per ognuna ci sono prodotti specifici e studiatissime beauty routine che mirano a prendersene cura, ponendo rimedio, quando serve, a qualche piccolo ‘problemino’ o inestetismo, ad esempio i ben noti brufoletti, ricorrenti in pelli miste e grasse.

È normale allora domandarsi se tra detergenti, creme viso e sieri specifici non esista anche un esfoliante dedicato alla nostra tipologia di pelle o se, parallelamente, c’è ne sia qualcuno che dovremmo evitare, vuoi perché non performante, vuoi perché potenzialmente dannoso.

Vale la pena soffermarci in particolare su alcune tipologie di pelle, cioè quelle che fanno più fatica a trovare un buon esfoliante viso: le pelli sensibili, quelle miste e, infine, quelle irritate o che si irritano facilmente. Per saperne di più puoi leggere l'articolo La beauty routine per la pelle del viso secca, con prurito e rossore.

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Come capire se hai la pelle sensibile

Riuscire a determinare a quale categoria appartiene la nostra pelle non è sempre una passeggiata, anzi, a volte può capitare che la nostra cute ci invii dei segnali contrastanti o non facilmente riconducibili a un'unica tipologia. Facciamo allora un po’ di chiarezza!



Si definisce sensibile una pelle fragile e tendenzialmente più predisposta a reagire in modo negativo all’azione di agenti irritanti, siano essi di natura fisica o chimica, rispetto a quanto farebbe una cute definita ‘normale’.


L’ipersensibilità cutanea può essere causata da agenti esterni, come sole, vento e sbalzi termici, e prodotti cosmetici aggressivi. L’applicazione regolare di questi ultimi può inoltre indebolire le naturali barriere cutanee, sottoporre la pelle a stress e renderla sempre più sensibile e reattiva.

Sono le zone più sottili e permeabili del nostro viso quelle che risentono maggiormente della sensibilità cutanea, in particolare la zona naso labiale, il mento, la fronte e l’area perioculare.

Nonostante la pelle sensibile sia una delle tipologie più diffuse, è una condizione molto soggettiva e dunque non è facile stabilire dei parametri universali ed inequivocabili per individuarla.

Tra i sintomi più evidenti di un’ipersensibilità cutanea ci sono:

-        bruciore, pizzicore e prurito cutaneo ricorrenti

-        pelle secca, a volte arida, che si disidrata molto facilmente e tende spesso a desquamarsi

-        arrossamenti e irritazioni frequenti

-        comparsa in anticipo di rughe e inestetismi del tempo

-        maggiore propensione a sviluppare allergie o patologie di tipo cutaneo, come dermatite atopica, eritema, couperose e rosacea.

Un ottimo modo per evitare l’insorgenza di questi problemi è sicuramente fare uso di prodotti dedicati alle pelli sensibili e prediligere principi attivi emollienti e lenitivi.

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Cos’è la pelle mista?

Altrettanto diffusa è la pelle mista, un vero e proprio cruccio per la cosmesi moderna, da tempo alla ricerca di soluzioni performanti e smart per trattare il mix di diverse tipologie di pelle che si avvicendano su un viso a tendenza mista.



Si definisce mista una pelle non omogenea, dove ad aree oleose e impure si alternano zone secche e disidratate.


La pelle grassa, caratterizzata da lucidità, punti neri, punti bianchi, pori dilatati e brufoli, è localizzata solitamente nella cosiddetta zona T, cioè fronte, naso e mento. Al contrario la pelle di guance, contorno occhi e contorno labbra si presenta secca, arida e desquamata.

Uno degli errori più frequenti è quello di scambiare una pelle mista per una grassa e di cercare di tenere a bada l’oleosità con detergenti troppo purificanti e con creme viso troppo poco idratanti. Si rischia così di peggiorare la situazione e di inaridire ulteriormente tutte quelle aree già secche e disidratate.

Come distinguerle, dunque? Se dopo la detersione sentiamo la pelle tirare c’è la possibilità che la nostra sia una pelle mista celata sotto le mentite spoglie di una grassa.

Per prendersi cura di una pelle mista occorre scegliere prodotti dedicati a questa tipologia di pelle, idratanti ma non pesanti. In alternativa possiamo farci guidare dalla condizione dominante della nostra pelle: quando risulta più grassa, privilegiare cosmetici purificanti, mentre, quando notiamo particolari secchezze, meglio non lesinare sull’idratazione.

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Come si riconosce una pelle irritata?

Le cause principali di una pelle irritata possono essere patologiche, come dermatite atopica, psoriasi e acne, oppure non patologiche, ad esempio aggressioni di agenti fisici o chimici, stress meccanici o scorretta esposizione al sole.



La pelle irritata è una condizione che può colpire, sporadicamente o frequentemente, tutte le tipologie di pelle, ma interessa più di frequente quelle sensibili. L’irritazione è caratterizzata da rossore cutaneo, bruciore, prurito intenso e secchezza.


Quando la pelle è irritata, o se è spesso soggetta a irritazione, dobbiamo dedicarle delle cure extra come:

-        utilizzare esclusivamente prodotti estremamente delicati e lenitivi

-        evitare cosmetici che contengono allergeni come profumo, alcol e conservanti

-        proteggere sempre la pelle dalle radiazioni UV

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Peeling chimico: va bene per tutte le tipologie di pelle?

Dipende! La categoria dei peeling chimici è ampia ed eterogenea, questo vuol dire che si possono trovare in commercio peeling che inducono un’esfoliazione profonda e aggressiva ma anche peeling delicati ben tollerati da tutte le tipologie di pelle, anche da quelle ultra sensibili.

Come al solito la differenza la fanno gli ingredienti o, nel caso dei peeling chimici, gli acidi presenti in soluzione.



Gli esfolianti chimici rimuovono le cellule morte sfruttando il potere di alcuni acidi che vanno letteralmente a scollare le cellule devitalizzate più superficiali, inutili al nostro organismo, e anzi, causa prima di pelle spenta e ruvida al tatto.


I peeling chimici possono essere formulati da tre tipologie di acidi: AHA, BHA e PHA. Scopriamo le loro caratteristiche e quali pelli possono trarne giovamento!

Peeling AHA: i migliori amici delle pelli sensibili!

Gli AHA o Alfa-idrossiacidi derivano dalla frutta e per questo motivo vengono spesso chiamati anche acidi della frutta. Sono ottimi per accelerare il turnover cellulare, contrastare rughette e segni del tempo e ottenere una pelle liscia, luminosa e dall’aspetto più giovane.

Le pelli sensibili possono utilizzare quasi tutte le tipologie di AHA, l’unica eccezione è costituita dall’acido glicolico che ha un’ottima capacità di penetrazione ma non è sufficientemente delicato e rischierebbe di arrossarle e irritarle. Gli altri acidi della frutta, come acido malico, tartarico e citrico, sono molto più delicati sulla pelle, non per niente li abbiamo selezionati per creare il nostro Peeling AHA, il nuovissimo attivo puro in casa La Saponaria! Per scoprire tutte le sue caratteristiche puoi leggere l’articolo che gli abbiamo dedicato cliccando qui.

Un altro aspetto da considerare è che, come abbiamo visto, le pelli sensibili tendono a mostrare prima del tempo gli inestetismi tipici del photoaging e perciò potranno beneficiare anche dell’azione antietà apportata dagli acidi della frutta.

Peeling BHA: bye-bye puntini neri!

I BHA o Beta-idrossiacidi sono invece specificatamente indicati per esfoliare le pelli grasse, in particolare se parliamo dell’acido salicilico, il BHA più utilizzato per formulare peeling. L’acido salicilico, infatti, essendo solubile in olio riesce a penetrare i pori ostruiti e rimuovere il sebo in eccesso.

Per le pelli miste sarebbe poi ottimo alternare un’esfoliazione a base di BHA con quelle a base di acidi della frutta e non solo per evitare una purificazione troppo intensa della cute! Le pelli miste, infatti, sono bisognose di delicatezza così da non alterare il loro equilibrio cutaneo, già di per sé instabile.

Peeling PHA: mai più irritazioni!

Della categoria di PHA o Poli-idrossiacidi fanno parte una serie di acidi accomunati da una capacità di esfoliazione più bassa e più lenta rispetto a AHA e BHA. Sono perciò estremamente delicati sulla cute e vanno bene per pelli ultra delicate che si irritano molto facilmente o che soffrono di dermatite atopica.

Sulla pelle già irritata, invece, non è consigliabile applicare peeling perché il rischio è quello di aggravare una situazione già difficile. Meglio aiutare la cute a rigenerarsi e poi optare per AHA molto delicati o PHA.

Se vuoi saperne di più di esfolianti chimici, enzimatici e scrub puoi approfondire con l’articolo: Come esfoliare la pelle del viso in modo delicato: gli scrub e tutti i peeling, troverai anche una sezione dedicata a AHA, BHA e PHA e spiegazioni esaustive su come utilizzare i peeling chimici e le altre tipologie di esfolianti.

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